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Convegno: L'Annunziatina e il Sociale gennaio 2009
(presenza e saluto di D.Amorth alle Annunziatine)

Dopo aver predicato per oltre 17 anni alle Annunziatine, mi fa un po’ effetto tornare a parlare a voi. Vedo varie facce che conosco e con piacere vedo anche tante facce che non conosco, quindi vuol dire che l’Istituto ha progredito bene; il Primo Maestro aveva profetizzato: “Ci sarà un periodo di grande crisi vocazionale, poi ci sarà la ripresa”. E lo vediamo in tutti i Seminari, in tutti gli Istituti religiosi, negli Istituti di suore, che crisi vocazionale grande che c’è stata.
Un giorno, quando abbiamo iniziato l’Istituto, agli inizi, nel 1959 – guardate un po’ come vado indietro, io sono vecchio, forse qualcuna di voi non era ancora nata – il Primo Maestro mi disse: “Lo sai perché ho chiamato questi due Istituti Maria Santissima Annunziata e San Gabriele Arcangelo?” – lui mi aveva affidato tutti e tre gli Istituti, contemporaneamente, Maria Santissima Annunziata, San Gabriele Arcangelo e l’Istituto Gesù Sacerdote – “Sai perché ho usato questi due titoli?”, “No” risposi. “Perché volevo onorare il mistero dell’Incarnazione, il mistero dell’Incarnazione del Verbo”.
Ancora per pochi giorni, fino all’Epifania, siamo ancora nel tempo natalizio e vengono molto opportune le letture che sono state fatte.

La prima lettura, dal libro del Siracide, ci dice: “Il mio trono era su una colonna di nubi”, ossia il trono di Dio è nel più alto dei cieli. «Il mio Creatore mi fece piantare la Tenda – non più la casa, non più la grandiosità del Paradiso, una tenda – e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi in eredità Israele”». Fissati in mezzo agli uomini. è il primo annuncio dell’Incarnazione. “Fissa la tua tenda”. La tenda non è una casa, è una tenda – non so se avete presente ad es. gli Scout, quando fanno le uscite anche per un certo tempo, gli Scout hanno le tende e, come lettuccio, hanno il sacco a pelo, ci si sta un po’ scomodi nel sacco a pelo, ci sono stato qualche volta, non è che fosse veramente di mio gradimento, ad ogni modo si sta caldi – Egli dunque pone la tenda in mezzo agli uomini, quindi dal più alto dei cieli del Paradiso,scende e pone la sua dimora in mezzo agli uomini. E abbiamo letto quella pagina stupenda del Vangelo di San Giovanni, l’inizio del Vangelo: “Il Verbo era Dio”. Pone la sua tenda in mezzo agli uomini, ma come, tu sei Dio, la tua dimora è il Paradiso!
“Egli era in principio presso Dio. Tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste”,il cielo, la terra, gli alberi, gli animali, gli uomini, ognuno di noi è stato fatto da Lui, niente è stato fatto di tutto ciò che esiste se non per mezzo suo. Mi piace tanto quel salmo che dice:

“Ecco Signore, tu conoscevi già tutta la mia vita quando ancora di giorni non ne esisteva neanche uno” (cfr. Sl 138.16). Prima che io nascessi, prima che io fossi concepito, tu sapevi tutto di me, sapevi già tutto di me, e questo Verbo di Dio, che ha la sua abitazione nel cielo, ecco che si incarna, viene in mezzo agli uomini, si accontenta della tenda, non più della grandiosità del cielo, ma della tenda, la quale ci dà anche l’idea di qualcosa di passaggio, di provvisorio. Siamo provvisori, siamo provvisori!
Lo sappiamo tutti che dobbiamo morire. Ho seguito i vari lutti che ci sono stati anche in mezzo a voi. Li ho seguiti fin dalla prima Annunziatina che è morta e poi le altre, e appreso che anche Mary Bacca è deceduta – sono stato varie volte in Val di Non a casa sua… e la macchina che usate a Roma presso il vostro centro, è quella che ha lasciata lei – dunque ho seguito le prime che sono decedute, erano tutte nate con me. Avrei voluto scrivere di ognuna una relazione di tutta la sua vita vissuta in mezzo a noi, di come ci eravamo conosciuti, di come era entrata tra le Annunziatine, di quelle che erano state le sue attività…
Ecco che allora il Verbo, questo Verbo di Dio che ha la sua abitazione nel cielo, questo Verbo di Dio che è eterno, si umilia nel farsi uomo, viene nel provvisorio, nella miseria, in una tenda: “Poni la tua tenda in mezzo agli uomini”.
“Il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe”. Ecco qui un punto di tragedia, l’uomo che deve tutto a Dio, perché tutto è stato fatto da Dio… Ma come si fa a non credere all’esistenza di Dio! Ricordate la famosa strofetta del Metastasio: “Dovunque il guardo io giro, Immenso Dio, ti vedo; Nell’opre tue t’ammiro, Ti riconosco in me”. Tutto quello che c’è, basta aprire gli occhi, è tutto fatto da Dio. Tu non hai fatto proprio niente e anche tu non ti sei fatto da te, ti ha fatto Dio, ti ha creato lui, anche se si è servito degli strumenti umani, dei genitori.
“A quanti però lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio”. Ecco, guardate allora questa grandezza: Dio che dall’alto dei cieli diventa uomo, in tutto simile a noi tranne che nel peccato, come ci afferma la lettera agli Ebrei. Dio che diventa tanto simile a noi, tranne che nel peccato, quindi con il sonno, con la fame, con la sete, con la stanchezza, con la morte. Si è fatto uno di noi. Guardate che grandezza immensa! Si è messo al nostro livello perché voleva portare noi al suo livello. Dalla tenda portarci al Paradiso. Ecco che allora “a coloro che hanno creduto in Lui ha dato il potere di diventare figli di Dio”. “Voi siete dei” dice ad un certo punto anche Gesù nel Vangelo, e si scandalizzano… ah no, è scritto nella Bibbia! C’è già nell’Antico Testamento (cfr. Sl 81.6).
Prosegue San Giovanni: “Ha dato il potere a coloro che credono in lui di diventare figli di Dio” e insiste dicendo che non si vede adesso quello che siamo, noi ora vediamo solo creature umane, ci vediamo ancora sotto la tenda, ma poi quando sarà la fine, saremo in Paradiso, figli di Dio, quindi veramente ‘dei’ per adozione, simili a Gesù! Guardate a che grandezza il Signore ci ha portato! Nella liturgia del primo giorno dell’anno, in special modo, si insiste su questo concetto biblico. Oh, ammirabile commercium! Oh, ammirabile commercio! Scambio! Dio, che ha preso da noi la nostra umanità, si è fatto uomo, per dare a noi la sua divinità. Guardate che “affare” che abbiamo fatto, altro che gli affari umani che si fanno... abbiamo dato a Dio la nostra umanità e lui ci ha dato la sua divinità. Dio che ci divinizza. Non abbiamo paura di queste espressioni perché la realtà è questa.
Ci ha predestinati a lasciare la terra e andare nel cielo aperto, andare in Paradiso, lui ci ha destinati tutti al Paradiso, lui ci vuole tutti per il Paradiso. Però bisogna credere in lui, bisogna accoglierlo, e la tragedia è che tanti non lo accolgono, tanti non lo hanno accolto! E noi viviamo in un mondo in profonda crisi religiosa. Guardate lo sfascio delle famiglie, i giovani che convivono, se ne infischiano anche del matrimonio civile. Quando io ero ragazzo erano rari i casi, ma c’erano dei matrimoni civili che erano il contrappeso dei matrimoni religiosi, (non sono matrimoni); adesso se ne infischiano anche di quelli e non vanno in chiesa, magari ci vanno da bambini, ci vanno ancora un poco per la prima Comunione, ma dopo che hanno fatto la Cresima spariscono completamente, e voi vedete le chiese vuote. In genere i gruppi di preghiera li vedete composti di persone anziane, i giovani sono rari. Sì, ci sono anche tanti gruppi giovanili che sono sorti e sono quelli che sostengono la Chiesa.
I pilastri della Chiesa d’oggi sono questi: gli Istituti Secolari, o gli Istituti dei Secolari, i Focolarini, le varie Istituzioni che ci sono, i   gruppi di preghiera di Padre Pio, il Rinnova-mento nello Spirito a cui dedico tanta attività, e poi la salvezza che ci viene da Maria. Guai se non ci fossero i Santuari Mariani, cosa sarebbe la fede in Francia se non ci fosse Lourdes? sarebbe morta; in Portogallo se non ci fosse Fatima? sarebbe morta; in Italia se non ci fossero più di mille santuari mariani? sarebbe morta, sarebbe morta! Ecco, a “coloro che l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio”.
Vi lascio con questo pensiero, lo scambio: Gesù, io ti do la mia umanità e tu in compenso mi dai la tua divinità, io ti do la mia tenda, lascio la tenda provvisoria, brutta, piena di inconvenienti, e tu mi dai il Paradiso, mi dai la dimora di Dio, mi rendi vero figlio di Dio, e “lo siamo realmente” insiste San Giovanni, ci chiamiamo figli di Dio e lo siamo veramente. Signore ti ringrazio, dammi la grazia, di avere sempre un Amore immenso verso di te, di cercare di imitarti. San Giovanni lo dice nella sua prima lettera con delle espressioni stupende (leggetela la prima lettera di Giovanni, direi che è proprio all’altezza del suo Vangelo, semmai qualcosa di più). Voi vi dite figli di Dio, vi dite cristiani, vi dovete comportare come Gesù si è comportato. Come si è comportato lui, dovete comportarvi voi, e Gesù tante volte ce lo dice nel Vangelo: “Vi ho dato l’esempio, affinché come ho fatto io, così facciate anche voi” . E lo dice in varie occasioni, ad esempio dopo la lavanda dei piedi: “Imitate me che sono mite ed umile di cuore”. Imitare Cristo.
Noi abbiamo dato la nostra umanità, lui ci ha dato la sua divinità, dobbiamo imitare lui che si è fatto uno di noi per darci il modello di come Dio vive la vita umana e di come deve essere vissuta la vita umana, conforme ai suoi esempi.

Don Gabriele Amorth ssp

 

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