Crea sito

HOME

 
Da: Opera Omnia


“SAN PAOLO”
Aprile 1958
Roma Casa Generalizia,

“AVE MARIA, LIBER INCOMPREHENSUS, QUAE VERBUM ET FILIUM PATRIS MUNDO LEGENDUM EXHIBUISTI” (S. EPIPHANIUS EP.)

ISTITUTI SECOLARI

1) Le società in cui si realizza in modo completo lo stato di perfezione, 2) riconosciuto giuridicamente di ordine privato, 3) sono definite dalla Costituzione «Provida Mater Ecclesia» (art. 1.o).
Sono così dati il nome, il fine, la natura, il diritto:
«le associazioni clericali o laicali i cui Membri per acquistare la perfezione cristiana e per esercitare pienamente l'apostolato, professano nel mondo i consigli evangelici, affinché possano convenientemente distinguersi dalle altre comuni associazioni dei fedeli si chiamano col loro nome proprio Istituti o Istituti Secolari e sono sottoposti alle norme di questa Costituzione Apostolica».

Sono dunque:
a) Associazioni, che come tali possono acquistare personalità giuridica; che deve venir riconosciuta e possedere leggi proprie;
b) per acquistare la perfezione... professano i consigli evangelici; perciò sono stati di perfezione e si possono chiamare religiosi in quanto alla sostanza e sotto l'aspetto teologico ed ascetico (non dal lato giuridico);
c) nel mondo, perciò una delle caratteristiche è la secolarità; praticano cioè la perfezione nel mondo; mentre i veri religiosi la praticano fuori del mondo;
d) per esercitare pienamente l'apostolato, che è la finalità della pratica dei consigli evangelici e dell'acquisto della perfezione cristiana. Unire l'uno e l'altro fine è pure una delle caratteristiche di tali Istituti secolari.

CARATTERI:

La totale e defintiva consacrazione alla vita di perfezione ed all'apostolato (con i tre voti, compreso il celibato e castità perfetta); questi voti sono semipubblici, non sono assolutamente da confondersi con i voti fatti da sé o col consiglio del confessore. «Il voto dell'Istituto è regolato ed approvato dalla Chiesa nelle Costituzioni. Si emette o si può emettere coram Ecclesia, che assista alla sua emissione, sebbene non la riceva; ha effetti giuridici rispetto alla stessa Chiesa ed all'Istituto. Per cui questi voti non si dicono semplicemente privati, ma semi-pubblici sociali, riconosciuti».

La secolarità «in cui risiede tutta la loro ragione di essere», «perfezione praticata nel mondo non solo individualmente, ma collettivamente, in società appositamente fondate». Vi sono istituti i cui membri vivono tutti (poche eccezioni) in comune; altri in cui la vita comune in senso materiale è vissuta da pochi; altri nei quali i membri vivono parte in comune e parte nel mondo, secondo ciò che può meglio servire ai due fini della santificazione propria e dell'apostolato.
L'apostolato da esercitarsi pienamente: «tutta la vita deve tradursi in apostolato». Il fine specifico ha richiesto il fine generico, in gran parte dei casi; la necessità di apostolato generoso, penetrante in tutti gli strati sociali, perché siano lievito che fermenti la massa. L'apostolato abbraccia tutta la vita ed occorre che sia sentito profondamente e sinceramente in un grande amore a Dio, alla Chiesa, alle anime.
Apostolato fedelmente esercitato non solo nel mondo, ma con i mezzi del mondo, valendosi delle professioni, attività, forze, luoghi, circostanze che rispondono alle condizioni dei secolari; non lasciandosi superare dagli avversari nel tempo e nei luoghi, ricorrendo pure a ciò che è nuovo ed ardito, sempre però, nello spirito della Chiesa e secondo le proprie norme.
Universalità. L'Istituto può estendersi a molte diocesi; e i membri dipendono da un'unica autorità centrale.
Gerarchia. Con la Gerarchia è possibile riunire in un solo organismo diverse associazioni, dando ad esse un legame giuridico di interdipendenza interna, in una forma unitaria.
Segreto. Non è una caratteristica essenziale; ma di grande giovamento per gli Istituti nei quali l'apostolato specifico sarebbe in gran parte frustrato senza di esso.



I principali documenti che reggono gli Istituti secolari sono:
La Costituzione Apostolica «Provida Mater Ecclesia».
Legge propria degli Istituti secolari.
Motu Proprio «Primo feliciter» in lode ed approvazione degli Istituti secolari.
Istruzione sugli Istituti secolari.
Costituzione Apostolica «Sedes Sapientiae».



Sono uscite, tra raccolte di documenti, istruzioni e libri che trattano ed illustrano questi Istituti, circa duecento pubblicazioni, più o meno voluminose.
Per ora è difficile stabilire il numero di questi Istituti; ma tra quelli che ebbero l'approvazione definitiva, o il Decreto di lode o il nulla osta per l'erezione diocesana, o ne hanno presentato domanda, o sono in sviluppo più o meno rapido ed ampio, si arriva al numero di 200. Sorgono quasi per ogni bisogno nuovo, sotto la sapiente e caritatevole opera della Provvidenza.

PIO XII SCRIVE:

«Il benignissimo Signore, il quale senza accettazione di persone, più e più volte invitò i fedeli di ogni luogo a perseguire e a praticare la perfezione, con ammirabile consiglio della sua Divina Provvidenza dispose che anche nel secolo, depravato per tanti vizi specialmente ai nostri giorni, fiorissero ed ancora fioriscano folte schiere di anime elette, le quali non solo brucino dal desiderio della perfezione religiosa, ma rimanendo nel mondo per speciale vocazione di Dio, possano trovare nuove ed ottime forme di associazioni, perfettamente rispondenti alle necessità dei tempi, nelle quali possano condurre una vita particolarmente adatta all'acquisto della perfezione cristiana».

Più avanti dice:
«Queste Associazioni che d'ora in poi riceveranno il nome di “Istituti secolari», cominciarono a fiorire, non senza una speciale ispirazione della Divina Provvidenza, nella prima metà del secolo scorso per dedicarsi nel mondo alla fedele “pratica dei consigli evangelici e per potere attendere più liberamente alle opere di carità, il cui esercizio, dalla nequizia dei tempi era impedito in tutto o in parte alle famiglie religiose”. Avendo i più antichi di tali Istituti dato una buona prova di sé, e avendo comprovato sufficientemente ogni dì più, con le opere e con i fatti, che con una severa e prudente selezione dei suoi membri, con un'accurata e abbastanza lunga formazione dei medesimi, con un adeguato ordinamento di vita, fermo ed agile insieme, anche nel secolo, con l'aiuto di una speciale vocazione di Dio, e della grazia divina, si può ottenere certamente una consacrazione di se stesso al Signore abbastanza stretta ed efficace, non solo interna, ma anche esterna e quasi religiosa, e che poteva ritenersi uno strumento molto opportuno di penetrazione e di apostolato, per tutte queste ragioni più d'una volta “le predette Associazioni di fedeli furono lodate dalla Santa Sede non altrimenti che le vere Congregazioni Religiose”.
Dal felice incremento di questi Istituti apparve ogni dì più chiaramente come essi potessero essere di efficace aiuto alla Chiesa e alle anime sotto molti aspetti. Questi Istituti possono conferire e giovare con facilità per vivere seriamente sempre e dappertutto la vita di perfezione, per poterla abbracciare in molti casi in cui la vita canonica religiosa non sarebbe possibile o conveniente, per un profondo rinnovamento cristiano delle famiglie, delle professioni e della società civile mediante un contatto intimo e quotidiano, mediante una vita perfettamente e totalmente consacrata alla santificazione, e per esercitare un multiforme apostolato e i ministeri in luoghi, tempi e circostanze in cui sarebbe proibito o risulterebbe difficile ai Sacerdoti e ai Religiosi» (Provida Mater Ecclesia).

Vantaggi grandi:

a) è resa possibile la vita di perfezione a tantissime persone altrimenti impedite, capaci della maggior santità e di efficacissimo apostolato;
b) viene portato nel seno delle famiglie e della società e di tutte le attività umane la vita di completa perfezione;
c) è enormemente agevole, esteso ed intensificato l'apostolato in innumerevoli ambienti, professioni e organizzazioni chiusi ordinariamente al religioso e ai sacerdoti;
d) è un aiuto efficacissimo in tempi di instabilità politica, perché le persecuzioni non possono raggiungerli; né si avrebbe la sfiducia del clero secolare, dei religiosi, dei fedeli;
e) gli Istituti religiosi meglio organizzati ed attivi hanno provveduto a fondare diverse associazioni ed Istituti secolari più o meno segreti, facendoli vivere del loro spirito e del loro apostolato, dei quali si servono largamente;
f) La Santa Sede ora con la Costituzione «Provida Mater Ecclesia» ha dato un solenne riconoscimento, sapienti norme di formazione e di vita, indirizzi di apostolato. Autorità di competenza giuridica è la Congregazione dei Religiosi;
g) la Famiglia Paolina nel suo specifico fine con simile ausilio troverebbe molto potenziato il suo apostolato e accresciuta la sua influenza utilizzando uno dei mezzi più moderni, efficaci, fruttuosi;
h) molto giovano i Cooperatori se ben guidati dall'ufficio apposito; moltissimo un Istituto che la fiancheggi e sia spiritualmente guidato dalla Famiglia Paolina.
Volere espresso della S. Chiesa è che «tutta la vita dei soci degli Istituti Secolari consacrati a Dio con la professione della perfezione, deve convertirsi in apostolato; il quale si deve esercitare sempre e santamente con tale purità di intenzioni, intima unione con Dio, generosa dimenticanza e forte abnegazione di se stesso ed amore alle anime che non manifesti solamente lo spirito interiore che lo informa, ma che anche lo alimenti e lo rinnovi continuamente» (Motu proprio).

Per l'entrata

In regola generale si seguono congrua congruis referendo e come direttive le norme fissate dal Diritto Canonico per gli Istituti religiosi:
a) per l'ammissione: le condizioni e le qualità richieste negli Aspiranti, le informazioni, i documenti, ecc. Tenendo presente come siano diversi i requisiti per un chierico e per un semplice fedele.
b) per il postulato: che sarà più o meno lungo, non meno di sei mesi, per avviare l'aspirante alla vita di perfezione e dell'Istituto.
c) per il Noviziato: che dovrà durare almeno due anni; tenendo conto della diversa condizione di chi lo compie in vita comune e di chi lo compie in casa propria; di chi è chierico e di chi è semplice cristiano. La formazione religiosa e la formazione apostolica sono necessarie ed uguali per tutti; la formazione ecclesiastica è specialmente per i Chierici.
d) Professione. «Il termine incorporazione è il più adeguato ad indicare l'atto con cui si abbracciano i consigli evangelici e quindi la vita di perfezione e di apostolato in un Istituto Secolare. Dicesi pure consecrazione». È prima temporanea, poi può diventare perpetua.

ISTITUTI
S. GABRIELE ARCANGELO E MARIA SS. ANNUNZIATA


Istituto di San Gabriele Arcangelo


Oggi in tutte le nazioni, il laicato di ispirazione cattolica è in grande movimento: congressi nazionali, internazionali, convegni, settimane di studio, raduni, prese di posizione, contatti diretti o indiretti con la gerarchia cattolica, stanno ad indicare la necessità di nuove vie per salvare l'umanità dal materialismo, dall'ateismo e dai residui dell'anticlericalismo massonico. D'altra parte vi sono giovanotti e uomini che vogliono attendere alla santificazione propria in una vita stabile, organizzata religiosamente e guidata da obbedienza, senza entrare nella vita degli Istituti tradizionali.
Il Sacerdote non può penetrare in tutti gli ambienti sociali e per certi ceti di persone si è creata una netta separazione tra l'azione benefica, apostolica e salvatrice del clero cattolico e il sistema di vita di molti laici.
Gli Istituti Secolari rispondono, quindi, a un bisogno dell'ora presente, con forme nuove e assai adatte alle nuove necessità; gli Istituti Secolari aprono un nuovo cammino di luce e di amore per i giovani che vogliono collaborare nel modo più efficace all'avvento e alla diffusione del Regno di Dio nel Divino Maestro, Via, Verità e Vita.


L'Istituto di San Gabriele prende il nome da San Gabriele Arcangelo perché vuole formare e avviare i suoi membri ad una vita apostolica di penetrazione usando, tra gli altri mezzi, il cinema, televisione e radio che sono stati posti sotto il patrocinio di S. Gabriele Arcangelo annunziatore dell'Incarnazione e salvezza (a Daniele, a Zaccaria, a Maria Santissima).

Fine



Il fine generale di tale Istituto consiste nel professare, in mezzo al mondo, la totale consacrazione al Signore e la piena dedizione all'apostolato.
Il fine speciale: servire e cooperare con la Chiesa nel dare all'umanità Gesù Cristo, Maestro, Via, Verità e Vita, con la diffusione del pensiero cristiano, della morale cristiana e dei mezzi di elevazione della vita individuale e sociale, particolarmente in forme moderne.

Mezzi


I mezzi da adoperare per il raggiungimento di questo fine speciale sono quelli più efficaci e più adatti in ciascun momento e in ciascun paese, compresi anche i più nuovi e i più arditi.
Non dobbiamo lasciarci superare nelle iniziative dai nemici della Chiesa. Il comunismo ateo, ad esempio, trova la sua potente forza di penetrazione, attraverso un'azione capillare che non trascura nessuna circostanza, nessun ceto sociale, nessuna anche piccolissima borgata.

Membri

Possono essere membri tutti quei laici (compresi anche i Sacerdoti secolari) che non abbiano superato i 35 anni di età e anche più a giudizio del Superiore Generale, e ne abbiano già compiuti almeno 18. Non è necessario che la vita di tutti costoro si svolga nelle Case dell'Istituto, ma ognuno può continuare il sistema di vita che occupa dove è, e mantenere contatti con l'autorità dell'Istituto attraverso alla corrispondenza, partecipando a raduni periodici e specialmente al corso annuale di Esercizi Spirituali. Il fine speciale dell'Istituto di San Gabriele, infatti, è tale che si può zelare in qualsiasi luogo; anzi la penetrazione in certi ambienti sociali è bene che avvenga senza che nessuno sappia che i promotori di tale penetrazione appartengono ad un Istituto Secolare.
Quindi, i professionisti, gli impiegati, coloro che occupano posti importanti nella società, possono continuare a svolgere la loro attività, anzi in certe circostanze è bene che restino dove sono. La parola di Dio, infatti, è libera da qualsiasi vincolo, e può penetrare dappertutto, in forme diversissime.

I membri dell'Istituto non indossano alcuna divisa particolare, ma vestono come tutti gli altri secolari, perché, in tal modo, possono penetrare anche in ambienti nei quali è più difficile l'apostolato dei sacerdoti e dei religiosi.


Governo dell'Istituto


A capo di tutto l'Istituto vi è un Superiore Generale, coadiuvato da quattro Consiglieri. A capo dei centri secondari vi è un Superiore locale coadiuvato da due Consiglieri. Tra il centro e la periferia, vi possono pure essere organismi intermedi governati da qualche superiore maggiore, sempre sotto la dipendenza e la vigilanza del Superiore Generale.


Voti



Siccome ogni membro deve tendere alla perfezione evangelica, raccomandata da Gesù Cristo: «Se vuoi essere perfetto, va vendi quello che hai, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi», ciò sarà reso possibile con l'emissione dei tre voti sociali di povertà, obbedienza, castità coi quali i membri dell'Istituto potranno professare il loro distacco dai tre principali ostacoli che ci impediscono una piena unione con Dio: le ricchezze, la superbia e la lussuria.
L'Istituto è collegato spiritualmente con la Pia Società San Paolo.

Istituto Maria SS. Annunziata


Vi è un discreto numero di figliuole che desidera consacrarsi al Signore in una vita di maggior perfezione e dedicarsi nello stesso tempo ad un apostolato per la salvezza delle anime. Ma non amano l'abito religioso; o hanno uffici in società che non conviene abbandonare; o salute non adatta ad una vita pienamente in comune; o vorrebbero un apostolato più moderno e corrispondente ai bisogni attuali; od una vita, ben diretta, ma di tanta libertà nell'iniziativa, così da esplicare le tendenze, e tutti i talenti propri; od a maggior agilità nell'intervenire alle necessità nuove, pur sempre sotto la sicurezza di agire col merito dell'obbedienza.
Si propone a tali giovani un Istituto di forma laicale secondo le norme della Costituzione Apostolica «Provida Mater Ecclesia».
1) L'Istituto si abbraccia se vi è un gran desiderio di santità ed un grande amore alle anime e alla Chiesa. È chiamato, secondo il primo mistero della redenzione «Maria Annunziata».
2) L'Istituto ha per primo fine la gloria di Dio e la santificazione dei membri, mediante i tre voti di povertà, castità, obbedienza e l'osservanza alle proprie regole.
3) Il fine speciale: servire e cooperare con la Chiesa nel dare all'umanità Gesù Cristo Maestro, Via, Verità e Vita, con la diffusione del pensiero cristiano, della morale cristiana e dei mezzi di elevazione della vita individuale e sociale particolarmente in forme moderne.
4) L'Istituto è collegato spiritualmente (non la medesima cosa) con la Famiglia Paolina dalla quale riceve spirito.
5) I membri hanno in parte una vita del tutto comune; in parte vivono fuori delle case dell'Istituto, secondo il maggior bene ed il giudizio - caso per caso -della Superiora Generale.
6 ) La vita comune vige ed è tenuta viva con i seguenti mezzi:
a) ogni anno tutte devono passare almeno un mese nelle Case dell'Istituto per gli esercizi, l'aggiornamento, il rinvigorimento nello spirito;
b) tutte compiono le medesime pratiche di pietà;
c) accettano in obbedienza l'ufficio loro assegnato e lo compiono secondo lo spirito dell'Istituto e le norme particolari delle Superiore;
d) ogni mese fanno per iscritto alla Superiora un fedele resoconto della loro vita spirituale e religiosa, dell'apostolato, amministrazione e orario seguito;
e) le Superiore fanno frequenti visite ai membri, specialmente quelli che vivono fuori delle case dell'Istituto;

f) per i membri che vivono nelle case dell'Istituto vi è di più l'osservanza dell'orario.
7) In tutto: vitto, vestito, abitazione, comportamento, si conformino a modestia e decoro, secondo i tempi e la condizione sociale; non vi è abito religioso o divisa comune.
8) Per le accettazioni si seguono le norme della Santa Sede. In quanto all'età: fino ai 35 anni le aspiranti alla vita nelle case dell'Istituto; fino ai 40 e anche più, a giudizio definitivo delle Superiore, le aspiranti alla vita fuori delle case dell'Istituto.
9) Nelle case centrali dell'Istituto risiede la Superiora col suo Consiglio; la vita è regolata dall'orario; vengono ogni anno, per almeno un mese, tutti i membri.
10) Aspirandato, noviziato, professioni, vengono regolate in conformità alle norme della S. Sede e secondo le particolari condizioni dell'Istituto.
11) Si esortano i membri ad occupare posti ed uffici di maggior autorità ed influenza cristiano-sociale (organizzazione, insegnamento, ecc.), e rimanervi secondo il giudizio definitivo delle Superiore.
12) Tutte professano la medesima vita religiosa; vivono secondo la regola; partecipano ai privilegi, grazie e favori spirituali di essa; si applicano alle opere dell'Istituto sotto la guida delle Superiore.

 

NORME COMUNI
PER L'INCORPORAZIONE NEI DUE ISTITUTI SECOLARI



Ammissione. - Occorre la vocazione per entrare negli Istituti secolari, cioè la chiamata di Dio, poiché la Chiesa li considera e sono veramente in uno stato di perfezione evangelica ed ha loro dato un ordinamento proprio. Bisogna cioè che l'aspirante già osservi i comandamenti, e senta l'invito divino: «Se vuoi essere perfetto», ecco i tre consigli evangelici. È detto esplicitamente e con forza nel Motu proprio «Primo feliciter» in cui si insiste per tutti i fedeli: «raccomandiamo con paterno animo di promuovere generosamente sante vocazioni di questo genere, di offrire aiuto con mano amica, non solo alle Religioni ed alle Società (che tutti conoscono) ma anche a questi Istituti secolari, veramente provvidenziali».

I requisiti necessari. - Sono la volontà decisa di attendere alla santificazione ed all'apostolato nello spirito dell'Istituto e insieme le qualità fisiche, morali, intellettuali, psicologiche, sociali, ecc., necessarie per attendere agli uffici. Gli impedimenti per la validità e la liceità fissati per gli Istituti propriamente religiosi dal Diritto canonico non si applicano a rigore per gli Istituti secolari; ma servono di indicazione; alcuni tuttavia sono condizione assoluta, come per il coniuge, vivente ancora l'altro coniuge.

Schema di incorporazione. - Aspirandato o postulato per almeno un anno. Noviziato per almeno due anni. Professione temporanea: annuale per cinque anni, quindi la professione per un triennio. Dopo otto anni dalla prima consacrazione possono emettere la professione perpetua, eccetto che venga dal Superiore col suo Consiglio richiesto un tempo maggiore.
Di massima, congrua congruis referendo, le disposizioni che si danno per il postulato, il noviziato, la professione negli Istituti religiosi, valgono sostanzialmente per gli Istituti secolari.
Nel caso nostro, norme, usi, indirizzi vigenti nella Pia Società San Paolo e nelle Figlie di San Paolo saranno di guida per le determinazioni particolari.

ALCUNI INIZI


«S. Giuseppe quest'anno ci ha portato un'altra grazia: l'istituzione di un Cinema Cattolico nella città di Buffalo, dove la Pia Società San Paolo potrà proiettare buone pellicole per il pubblico, per ora ogni domenica. È un magnifico cinema, uno dei più nuovi della città, con 1250 posti a sedere. Ne sono incaricati il gruppo di uomini, vocazioni tardive, che stanno con me alla casa provinciale, e che hanno pure il Reparto San Paolo Film, trasportato due mesi fa da Staten Island a Derby, oltre che altre iniziative.
Raccomandiamo la nuova opera alle preghiere sue e dei nostri, essendo questo nuovo tentativo di un teatro pubblico gestito dalla SSP un campo per ora incerto, specialmente quanto alla parte finanziaria. Il Vescovo e Clero ne sono entusiasti» (U.S.A. ).

«Mi ha fatto tanto piacere la notizia datami, che sta preparando un programma per coloro che non volendo prendere l'abito religioso, tuttavia possono lavorare ugualmente accanto a noi con lo stesso fine tra i laici. Qui abbiamo alcune vocazioni, però non sappiamo come regolarci, non conoscendo ancora bene il suo pensiero. Chissà se possiamo avere qualche schiarimento o un programma!».

«Ho formato un numeroso ed entusiastico nucleo di Maestri Cattolici: siamo rimasti d'accordo con le Ven. Figlie di San Paolo di fare di questo nucleo una base fervente di cooperazione paolina».

«Sotto la direzione del Vescovo si sta formando il Primo Comitato «Ausiliari delle Figlie di S. Paolo» per aiutarci nell'apostolato (è formato da uomini). Voglia benedirci anche in questa nuova iniziativa e che si possa realizzare nel miglior modo».

«Ho nell'animo un grande desiderio, che si realizzi quanto le accennai tempo fa; e cioè, che in ogni Parrocchia si formino degli Apostolini, detti anche Cooperatori delle nostre opere di apostolato, continuatori delle propagandiste. Questo desiderio va sempre più crescendo. Mi pare che verrebbe tutto facilitato se Lei incaricasse una Suora capace e buona da presentarsi a tutti i Vescovi delle singole Diocesi e proporre d'incoraggiare i Parroci per questa grande opera di bene. Sarà bene proporre ai Vescovi che si avrà anche una larga diffusione delle loro opere diocesane (ad esempio il loro giornale); a questo loro ci tengono tanto. Non Le pare una cosa ottima, se ogni Parroco formasse un nucleo di Apostolini che siano attivi e vigilanti per le buone letture? Penso che Dio verrebbe maggiormente glorificato, e che questa sia l'ora più propizia perché nel mondo c'è una grande sete di Dio».

 

RESPONSABILITÀ



Quante! anime che aspirano alla propria santificazione con vero spirito; e sono tuttavia fluttuanti e disorientate, senza una stabile direzione, sempre alla ricerca di sicuro orientamento, di una propria spiritualità cercata in libri ed in maestri di spirito, in continuo mutamento, senza consolazione né profitto, sprecando grazie, doni, e tempo... Queste troverebbero in un Istituto Secolare una direzione decisa, e sicura, un progresso costante; vivrebbero una vera vita: di santificazione e di apostolato.

Quanti! cuori generosi, che gemono sui mali della società e anelano ad un apostolato ordinato; ma si sentono soli, si sconfortano per gli insuccessi, passano il tempo a lamentare e piangere su uomini e circostanze... Non sentono la forza che viene dall'unione ben organizzata. A costoro: «Perché passate la giornata oziosamente?» si domanderebbe. E risponderebbero: «perché nessuno ci ha chiamati a lavorare». Si dica loro: «andate voi pure nella mia vigna; e ciò che è giusto vi sarà dato».
Le lacrime sterili sui mali presenti non danno gloria a Dio, né bene agli uomini; no!
«Fa' anche tu così», come il samaritano che non si contentò di guardar l'uomo ferito e derubato; ma lo soccorse, lo portò all'albergo, pagò la spesa...

S. Antonio M. Claret nel 1847 già scriveva: «Sono una moltitudine le giovani fervorose le quali con la loro innocenza e la loro virtù sono dolce conforto alla nostra santa Madre Chiesa nell'immenso cumulo di amarezze con cui la si opprime, le quali, impedite di entrare nei porti di salvezza (che sono gli attuali monasteri) restano a piangere la loro disgrazia tra le mura domestiche».



Conclusione



Si domanda:
Vi è diversità tra Cooperatori Paolini e membri di questi Istituti Secolari?
Possono essere di due specie le ausiliarie e gli ausiliari: a) cooperatori comuni; b) ciò che è perfetto, anime consecrate in Stato Secolare.
Da ognuno accettare ciò che ha da Dio; poiché ciascuno ha il suo dono, secondo S. Paolo.


Sac. G. Alberione



Per ogni corrispondenza rivolgersi a:
Don Alberione - San Paolo
Via Alessandro Severo - 58
ROMA


 

 

torna su