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UN PO' DI STORIA

(dal libro di don Tarcisio: Istituti Aggregati)

La prima volta che don Alberione esprime pubblicamente il suo progetto di dare inizio agli Istituti Aggregati lo fa sul « San Paolo », dell'aprile 1958. Scrive don Rosario Esposito:
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' Le preghiere mariane di don Alberione, (PrM), Storia e commento, 18, EASGFP, Roma 1988, p. 103.

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« Il primo articolo della serie dedicata a questo argomento apparve nell'aprile del 1958, l'ultimo nel novembre del medesimo anno. Nel « Fondo San Paolo » finora abbiamo reperito solamente il manoscritto dell'ultimo articolo, ma non c'è alcun dubbio che tutti sono stati scritti di pugno dal Primo Maestro... » 2.
Analizziamo brevemente il contenuto dei « San Paolo » di aprile, maggio, giugno-luglio e novembre 1958, che sono di particolare importanza per l'argomento trattato.

« SAN PAOLO », APRILE 1958


Da un'attenta lettura del « San Paolo » di aprile, traspaiono, con evidente chiarezza, le fonti alle quali don Alberione attinge per dar corpo al sua progetto di fondazione degli Istituti.
Dopo aver sintetizzato in due righe i primi Undici numeri della costituzione apostolica « Provida Mater Ecclesia », specificando « il nome, il fine, la natura, il diritto » 3, don Albe-
___________
2.SAC. GIACOMO ALBERIONE, Carissimi in San Paolo, (CISP), EP, Roma 1971, 1297.
3 Cf: CISP1297.

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rione prosegue citando interamente l'articolo primo della « Legge peculiare degli Istituti secolari », contenuta nella « Provida Mater », che detta:
« Le associazioni clericali o laicali i cui Membri per acquistare la perfezione cristiana e per esercitare pienamente l'apostolato, professano nel mondo i consigli evangelici, affinché possano convenientemente distinguersi dalle altre comuni associazioni dei fedeli si chiamano col loro nome proprio Istituti o Istituti Secolari e sono sottoposti alle norme di questa Costituzione Apostolica »'.
In esso sono messi in risalto i quattro requisiti richiesti per l'erezione di un Istituto secolare:
« a) Associazioni, che come tali possono acquistare personalità giuridica; che deve venir riconosciuta e possedere leggi proprie;
b) per acquistare la perfezione... professano i consigli evangelici; perciò sono
__________
4 CISP 1297.

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stati di perfezione e si possono chiamare religiosi in quanto alla sostanza e sotto l'aspetto teologico ed ascetico (non dal lato giuridico);
c) nel mondo, perciò una delle caratteristiche è la secolarità; praticano cioè la perfezione nel mondo; mentre i veri religiosi la praticano fuori del mondo;
d) per esercitare pienamente l'apostolato, che è la finalità della pratica dei consigli evangelici e dell'acquisto della perfezione cristiana. Unire l'uno e l'altro fine è pure una delle caratteristiche di tali Istituti secolari »5.
In seguito, don Alberione descrive le caratteristiche, da lui denominate « caratteri », di questi Istituti, che sono:
- « Totale e definitiva consacrazione alla vita di perfezione ed all'apostolato » 6 con voti " riconosciuti " dalla Chiesa »7.
« Secolarità " in cui risiede tutta la ragion d'essere ", " perfezione praticata nel mon
__________
5 CISP 1298.
6 CISP 1298.
7 CISP 1298.

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do non solo individualmente, ma collettivamente, in società appositamente fondate " »8; (cf PM art II ) 9.
- « Apostolato da esercitarsi pienamente: " tutta la vita deve tradursi in apostolato " » (cf PM art I)".

- « Universalità. L'Istituto può estendersi a molte diocesi; e i membri dipendono da un'unica autorità centrale » 12.
- « Gerarchia. Con la Gerarchia è possibile riunire in un solo organismo diverse associazioni, dando ad esse un legame giuridico di interdipendenza interna, in una forma unitaria » 13. E' evidente che qui la Gerarchia è riferita al governo dell'Istituto.
- Il « segreto. Non è una caratteristica essenziale 14.
Dopo aver citato i numeri 7, 9 e 10 della « Provida Mater », don Alberione enumera i vantaggi che offrono gli Istituti secolari cioè:
________
8 CISP 1298.
9 Pio XII, Provida Mater Ecclesia, (PM); costituzione apostolica, 2 febbraio 1947.
10 CISIP 1298.
11 PM 1.
12 CISP 1299.
13 CISP 1299.
14 CISP 1299.

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- la possibilità offerta a molte persone di vivere la vita di perfezione e di apostolato altrimenti impossibile;
- l'opportunità di vivere questa forma di vita nelle famiglie e nella società;
- l'estensione dell'apostolato ad «innumerevoli ambienti, professioni e organizzazioni chiusi ordinariamente al religioso e ai sacerdot i » 15;
- l'aiuto « efficacissimo in tempi di instabilità politica, perché le persecuzioni non possono raggiungerli »'6.
Egli, prendendo atto che già altri Istituti religiosi hanno dato inizio ad Istituti secolari, «facendoli vivere del loro spirito e del loro apostolato » 17, scrive che:
« la Famiglia Paolina nel suo specifico fine con simile ausilio troverebbe molto potenziato il suo apostolato ed accresciuta la sua influenza utilizzando uno dei mezzi più moderni, efficaci, fruttuosi » 18.

(Continua sul testo: Ist.Aggregati )




 

Il primo Delegato

 

Don Gabriele Amorth sacerdote della Società San Paolo è stato il primo Delegato dell'Istituto Maria Santissima Annunziata.

"Ringrazio con la più viva cordialità il nostro Don Gabriele Amorth che vi ha seguito fin dalle origini e che per voi ha dato tanti anni del suo sacerdozio, con quella generosità e impegno cui si deve alla vostra risposta alla Sua chiamata, il grande sviluppo dell'Istituto Maria SS.Annunziata".

"Ringrazio Sr. Felicina Luci delle Figlie di San Paolo che collaborò con totale dedizione e fedeltà con Don Amorth. Sono certo che questi due paolini, associati così intimamente a Don Alberione nella fondazione e crescita delle Annunziatine, li vorrete ricordare sempre con intensa gratitudine ed affetto, così come vorrete accogliere con disponibilità e fiducia Don Tarcisio Righettini che nomino formalmente mio Delegato per l’Istituto Maria SS.Annunziata, per l’Italia".

Don Raffaele Tonni Superiore Generale
Roma 1° Dicembre 1976


A Don Gabriele Amorth fu affidato l'Istituto Maria Santissima Annunziata fin dalla sua nascita (1958) dallo stesso Don Alberione. Don Amorth e Sr. Felicina Luci portarono avanti questo impegno importantissimo con tanta dedizione, responsabilità e amore fino al 1976.


Successivamente il Delegatoi fu Don Tarcisio Righettini, poi Don Antonio Castelli,con l'aiuto di Don Pietro Venturini. Attualmente il Delegato è Don Vito Spagnolo ssp

 

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